Firenze | Casa liberATA, Città abitATA

Lo spazio abitativo delle nostre città sta cambiando vorticosamente destinazione d’uso: nei fatti seppur non nella forma. Se sino a qualche anno fa a competere sul mercato abitativo erano domande provenienti da “popolazioni” anche diversa capacità di spesa, ma confrontabili con l’offerta disponibile, le locazioni turistiche brevi (LTB) hanno introdotto nel campo una domanda di dimensioni gigantesche (i turisti globali), la cui capacità di spesa nei fatti è illimitata proprio perché il soggetto che paga non abita e cambia nell’arco di pochi giorni.
Complici la inarrestabile crescita del turismo globale la scomparsa dell’urbanistica intesa come strumento per governare l’ecosistema urbano dall’altro, la trasformazione delle abitazioni in attività di locazione turistica breve (LTB) ha già raggiunto dimensioni incompatibili con la vita di molte città.
E sta velocemente propagandosi ai territori circostanti.
L’esternalizzazione di residenti, studenti e lavoratori, spinti a riversarsi nell’hinterland alla ricerca di soluzioni abitative a prezzi accessibili traina al rialzo i prezzi immobiliari, in ondate concentriche che si espandono fino a estendersi oltre il limite di un’area di pendolarismo sostenibile.

È così che le persone perdono i propri diritti a una vita dignitosa, al lavoro, allo studio, a un futuro.
È così che città e territori diventano spazi di consumo per utenti temporanei e strumenti di patrimonializzazione finanziaria, mentre perdono il proprio patrimonio di risorse autonome.
Un patrimonio che può resistere solo se fondato su un progetto che accomuna nello spazio e nel tempo, perché fatto di persone, di saperi, di cura, di relazioni, di cura e di conflitti che si confrontano per risolvere e restare, innovando e crescendo. Per fermare queste trasformazioni serve una normativa nazionale che non si limiti a “riequilibrare la concorrenza”, o promuovere la “qualità” dell’accoglienza, ma ponga in essere regole chiare e funzionali a restituire a tutte e tutti lo spazio vitale in cui esercitare libertà, diritti e responsabilità.

Una proposta di legge già molto avanzata in tal senso è stata depositata in Parlamento: la legge elaborata dalla rete civica Alta Tensione Abitativa (ATA). Per discutere pubblicamente dei diritti negati alle città e rilanciare la mobilitazione a sostegno della proposta di legge ATA ci troveremo giovedì 20 marzo a Firenze dalle 10 alle 17, con associazioni da tutta l’Italia per una giornata di confronto insieme a rappresentanti sindacali e istituzionali.

Altri Eventi